| “Bisogna essere leggeri come una rondine, non come una piuma” Paul Valery |
| Il Ravello Festival vuole consentire l’immersione totale in un’atmosfera di gradevole carezza dello spirito. A crearla concorrono la serenità del paesaggio, la dolcezza del clima, la forza evocativa dei monumenti, la cortesia degli incontri. Una perfetta combinazione di classicità latina e grazia araba, nel cuore del Mediterraneo, rende raffinata la pausa, creativa la riflessione, garbato il confronto. L’offerta culturale del Festival accompagna l’estate degli ospiti senza insidiarne la privacy; predispone occasioni di godimento senza imporle; soddisfa un’ampia scala di sottili desideri senza ostacolare la solitudine intenzionale, il silenzio amato, la libera riflessione. Il Ravello Festival si propone come possibilità di pensare e sperimentare un modello di vita fondato sull’introspezione, sull’ozio creativo, sull’etica, sull’estetica. Un modello di vita libero dai deliri della competitività distruttiva e dell’attivismo insensato. L’edizione 2011 del Ravello Festival esibisce una ricca ghirlanda di occasioni. Il filo che tiene insieme, in modo suadente, ma non costrittivo, le perle di questa ghirlanda, evocando un wagneriano Leitmotiv, è il tema del Viaggio. programma: http://www.ravellofestival.com/programma.php |
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lunedì 4 luglio 2011
Ravello Festival 2011
TRA MITO E STORIA, IL FESTIVAL SI FA TRICOLORE
Dal 27 luglio al 28 agosto, ventitré spettacoli – per un totale di 28 rappresentazioni – di cui due “albe”.
È giocato tra Mito e Storia il Calatafimi Segesta Festival 2011, diretto da Enrico Stassi, che in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia rivendica l’orgoglio di appartenenza ad un territorio dove è stata scritta una pagina fondamentale del Paese.
Mito, Storia e grande musica.
Ad aprire il festival al Teatro Antico di Segesta, il 27 luglio sarà Noa con l’unica tappa siciliana del suo Noapolis – Noa Sings Napoli, omaggio alla canzone napoletana proposto nell’ambito del Circuito del Mito. La grande musica approda definitivamente a Segesta anche grazie a impresari coraggiosi che nella terra degli Elimi faranno risuonare le note di Giovanni Sollima con il suo intrigante Barock cello (30 luglio), Francesco De Gregori (16 agosto) in tour con le canzoni del nuovo album Per brevità chiamato artista ed un dolce, impetuoso e passionale Giovanni Allevi (21 agosto) con i brani del nuovo disco Alien.
TEATRO ANTICO. «Privilegiando il mito e la drammaturgia classica greca e romana – dice il direttore artistico Enrico Stassi –, il Festival si apre a quei territori di confine che declinano con nuovi linguaggi il mito e la classicità, coinvolgendo sempre di più la Città di Calatafimi Segesta che ha ospitato i due laboratori residenziali finalizzati alla messa in scena al Teatro Antico della co-produzione dell’Orfeo dei pazzi (2 e 3 agosto), per la regia di Aurelio Gatti, e della Divina Commedia-Purgatorio (6 e 7) di Adriano Milani: entrambi gli allestimenti vedono sul palcoscenico, insieme con gli artisti delle compagnie, attori del territorio».
Sempre al Teatro Antico, nell’ambito del Circuito del Mito, l’8 agosto c’è Tempesta, acrobazie e visioni dall’opera di Shakespeare, regia e video di Davide Schinaia; Baccanti – Dioniso Perduto Iddio (il 10) da Euripide e Rilke, di e con Dario Garofalo e Cinzia Maccagnano; Cassandra (l’11), drammaturgia di Elisabetta Pozzi e Aurelio Gatti, con Elisabetta Pozzi e Hal Yamanouchi.
Quindi, a tutto Plauto con Miles Gloriosus (12 e 13) con Vanessa Incontrada e Maximilian Nisi diretti da Cristiano Roccamo, che il 14 con Luca Cairati firma anche la regia di Casina; il 15 tocca a L’altro anfitrione con Paolo Graziosi nell’adattamento di Rino Marino, il 18 e 19 ad Aulularia con Franco Oppini, Enzo Garinei e Gegia, regia Maurizio Annesi.
Da Sofocle, in cartellone anche un singolare Edipo Re (20) in chiave jazz, proposto da Archivio Zeta. Si chiude con il Truculentus (27 e 28) di Aurelio Gatti e Sebastiano Tringali, con Eleonora Brigliadori, Tringali e Cinzia Maccagnano.
Due le “albe”, entrambe affidate alla regia di Giuseppe Argirò. Alle 5 di domenica 7 agosto, con Iaia Forte va in scena Odissea Penelope, al pianoforte Sara Dominici; alle 5 di Ferragosto c’è L’Infinito di Leopardi, vizi e virtù del poeta di Recanati con Giuseppe Pambieri, musiche di Mozart, Bach, Beethoven, Chopin, Rachmaninov.
CASTELLO EUFEMIO. Anche quest’anno il Festival entra nel cuore di Calatafimi Segesta con gli appuntamenti al Castello Eufemio. Il 31 luglio c’è Il Rosario da Federico de Roberto progetto, drammaturgia e regia di Clara Gebbia ed Enrico Roccaforte, con Filippo Luna; poi tocca a Calatafimi Segesta Città del Mito e della Storia (5 agosto), prima visione del video di Giovanni Montanti; Battiti del Contemporaneo (23), concerto per percussioni di Giuseppe Marino; Inchiesta sulla spedizione dei Mille (25) di Giacomo Frazzitta in scena nel ruolo di Ippolito Nievo; infine, Un Cristo pi Pasquali (26) divertissement di Giuseppe La Licata.
mercoledì 29 giugno 2011
L'essenza di !50 con Paolo Fresu
A 50 anni si tende a stilare il bilancio della propria vita ma io non lo voglio fare. Perché non me li sento addosso e perché inizio a vivere ora. Come padre, uomo e artista. Come padre prima che come uomo perché è la paternità ad avere dato un senso reale alla mia vita ed è l’uomo a dare un senso al mio essere artista. Ho avuto la grande fortuna di nascere in Sardegna. In un’isola dove notoriamente non si invecchia e dove il mondo sembra a volte essere lontano, nel bene e nel male. E’ la campagna di Berchidda ad avermi forgiato ancorché prima della musica. La sua lingua ad avermi suggerito valori e tradizioni che solo successivamente ho potuto traslare in suoni e in emozioni. Non mi sento di fare bilanci perché la responsabilità di ora è quella di ripartire, con più convinzione e con la forza della conoscenza e della maturità acquisita sui palchi del mondo, verso nuove destinazioni che devono tenere necessariamente conto di quel vissuto che è anche ‘su connottu’, il conosciuto.
Da oggi il compito sarà ancora più difficile e complesso: quello del mettere la musica al servizio della vita, per provare nel mio piccolo a migliorarla utilizzando lo strumento che meglio conosco, il suono. Perché la magia di questo sta nella sua capacità di essere forte e delicato nello stesso tempo. A volte lancinante per raccontare questo momento così difficile (per la nostra Isola e per il mondo più vasto) e a volte tenero per provare a rendere il meglio che c’è dentro di noi e a descrivere la bellezza del nostro pianeta. Mi ritengo molto fortunato. Per essere nato in questa porzione di mondo che, nonostante faccia una musica che non va spesso in televisione (fortunatamente!) né tantomeno si racconta nei rotocalchi delle escort svestite, mi ha accolto da sempre con amore e passione. Come un figlio vero quale sono.
Devo dunque troppo per permettermi di fermarmi e ho un debito con me stesso e con gli altri. Da uomo verso il mondo, da artista verso gli uomini e da padre verso quel figlio che domani dovrà raggiungere i suoi anni migliori senza dover essere costretto a fare altrettanti bilanci forzati e preventivi. Anche oggi sarò su uno dei tanti palchi del mondo e non potrebbe essere altrimenti. Giuro a me stesso che il primo pensiero sarà per i bimbi Rom morti bruciati a Roma, per gli operai delle industrie sarde, per i pastori in difficoltà, per l’ambiente minacciato dalle tante macchie nere. Quelle vicine e quelle lontane. Perché la più grande fortuna che ho avuto in questi quasi trent’anni di carriera è il regalo del poter suggerire riflessioni senza le parole attraverso quel suono che mi rende giovane e che arriva diretto al cuore e alla mente. Ecco perché non posso fare bilanci. Significherebbe trarre conclusioni e stilare certezze che, oggi più che mai, non esistono… Riordinare cifre per addizionare pensieri si! Certo di avere sbagliato i conti e pronto a ripartire verso una nuova destinazione con ancora più passione, determinazione, amore per le cose e rispetto per la vita. Grazie a tutti quelli che mi circondano con il loro affetto e che mi danno la forza per continuare. Viva la Sardegna. Paolo Fresu
IL CALENDARIO DEI CONCERTI - ESTATE 2011
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