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lunedì 28 novembre 2011

Indian Highway, fino al 29 gennaio al Maxxi di Roma




Indian Highway

























22 settembre 2011 – 29 gennaio 2012
Gallerie 2, 3 e 5
a cura di Julia Peyton-Jones, Hans Ulrich Obrist, Gunnar B. Kvaran con Giulia Ferracci, Assistant Curator MAXXI Arte, e organizzata in collaborazione con Serpentine Gallery, Londra e Astrup Fearnley Museum of Modern Art, Oslo, Norvegia


Indian Highway è una rassegna collettiva itinerante che presenta, attraverso una vasta scelta di opere, il panorama complessivo della scena artistica indiana contemporanea.
Esposta per la prima volta alla Serpentine Gallery di Londra nel 2009, Indian Highway ha toccato prestigiose sedi internazionali fino ad arrivare al MAXXI, per concludersi a Nuova Delhi nel 2013. In ogni tappa, la mostra assume una sua particolare fisionomia, con opere pensate ed esposte appositamente per l’occasione. La mostra al MAXXI rappresenta quindi un’emozionante e attesa opportunità per conoscere l’innovativa ricerca artistica indiana e costituisce il primo approfondimento affrontato da un museo italiano sull’arte di questo affascinante paese.
Con 30 artisti, 60 opere, tra cui 4 installazioni site specific pensate per il MAXXI, e una serie di lavori qui esposti per la prima volta nella loro monumentalità, l’esposizione propone un’ampia rappresentazione del panorama creativo di una tra le maggiori regioni asiatiche e riflette gli sviluppi economici, sociali e culturali dell’ultimo ventennio.
Partendo dal significato dell’autostrada come elemento di connessione tra i flussi migratori che si spostano dalla periferia alla città, Indian Highway racconta lo sviluppo tecnologico, il boom economico, la crescente centralità mondiale che il subcontinente riveste dal punto di vista artistico a partire dagli anni Novanta.




La mostra può essere idealmente divisa in tre macroaree:
Identità e Storie dell’India: indaga temi politici, sociali, religiosi come la guerra tra India e Pakistan, le lotte religiose, la labilità dei confini nazionali. Tra le opere esposte: il grande dipinto di Fida Husain (recentemente scomparso, protagonista della scena indiana per oltre 70 anni, cui è dedicata l’intera mostra) fa riferimento agli attacchi terroristici a Mumbai del novembre 2008; il video The Lighting Testomonies di Amar Kanwar racconta, attraverso le testimonianze di donne violentate, la guerra tra India e Pakistan; il video I Love My India di Tejal Shah affronta la repressione dei musulmani in Gujarat nel 2002 mentre quello di Shilpa Gupta, 100 Hand Drawn Maps of India, riflette il senso di insicurezza e instabilità dei confini nazionali.
Metropoli Deflagranti: sui temi dell’espansione e del caos urbano, dell’abbandono delle periferie. Simbolo della mostra, l’installazione wallpaper Dream Villa 11 di Dayanita Singh, quasi un’insegna luminosa ripetuta per 80 metri nel corridoio vetrato al primo piano, visibile dalla piazza: riproduce una metropoli contemporanea dall’alto, avvolta in una luce blu, con le grandi highway come fiumi di fuoco. Tra le opere esposte: la scultura Transit di Valay Shende, il grande camion in tondini di alluminio, che contrasta con Autosuarus Tripous, lo scheletro di un tradizionale risciò in ossa di resina di Jitish Kallat, mentre l’installazione di Subodh Gupta lunga 27 metri con pentole e stoviglie allude al pranzo degli operai.
Tradizione Contemporanea: esplora la rielaborazione di antiche forme espressive della cultura indiana, come la miniatura, la ceramica, la pittura a inchiostro. Le installazioni site specific Strands di N. S. Harsha e di Hemali Bhuta ne sono esempio, come anche le grandi tavole smaltate di Nalini Malani che alludono ai racconti mitici.
dal 2 ottobre 2011



The News
Per la ‘Mostra nella mostra Indian Highway
a cura di Amar Kanwar
Tratto qualificante di Indian Highway, la “mostra nella mostra” è la scelta – diversa di sede in sede – di dare spazio a un artista/curatore indiano, invitato a coinvolgere altrettanti artisti. L’esposizione è curata per il MAXXI da Amar Kanwar, che ha selezionato una serie di documentari e film d’autore visibili nella Galleria 5.

California Design al LACMA di Los Angeles




Sino al 3 Giugno 2012 al Los Angeles County Museum of Art una ricchissima mostra dedicata alla scuola di design che esplose in California a meta' 900, e che influenzo' per una intera generazione lo stile di vita di tutta l'America; la mostra e' ospitata nel Resnick Pavillion di questo bellissimo museo nel cuore di Los Angeles, su Wilshire Blvd.



Image



Resnick Pavilion
October 1, 2011–June 3, 2012



this exhibition is the first major study of California midcentury modern design. With more than 300 objects—furniture, ceramics, metalwork, fashion and textiles, and industrial and graphic design—the exhibition examines the state’s role in shaping the material culture of the entire country. Organized into four thematic areas, the exhibition aims to elucidate the 1951 quote from émigré Greta Magnusson Grossman that is incorporated into the exhibition’s title: California design “is not a superimposed style, but an answer to present conditions…It has developed out of our own preferences for living in a modern way."




http://www.lacma.org/

Braques alla Acquavella Galleries di New York



Braque___Habor_NGA0


L'Acquavella Galleries propone al pubblico newyorkese le opere di Georges Braque, pittore e scultore francese che con Pablo Picasso è stato l'iniziatore del cubismo. La mostra dal titolo "Pioneer of Modernism" è la prima dedicata al pittore dalla retrospettiva del Guggenheim del 1988.
In esposizione moltissimi dipinti ricevuti in prestito da musei e collezionisti privati. La galleria Acquavella propone opere fondamentali per capire la strettissima relazione dell'autore con Picasso, che descrisse Braque "come il suo compagno di arrampicate, uno legato all'altra dalla fune".
All'Acquavella Galleries, 18 East 79th Street (tra Madison Avenue e Fifth Avenue), fino al 30 novembre 2011.

Roma, Palazzo Incontro: settanta anni di storia italiana


Apre a Roma la mostra fotografica che rappresenta oltre settanta anni di storia italiana con le prime immagini a colori.

Davvero sorprendente questa raccolta di fotografie in mostra a Palazzo
Incontro, curata da Reinhard Schultz, dal Progetto Storia e Memoria della
Provincia di Roma e da “Civita”. Sorprendente perchè si tratta di fotografie che appartengono ad un passato che non siamo abituati a vedere a colori. Anzi, il bianco e nero sono spesso un tutt’uno con certi paesaggi e certi volti, quasi che fossero proprio i colori del tempo.
civita 3 211x300 Roma, Palazzo Incontro, Italia a colori. 1861 1935Qui invece, nulla di sbiadito o di seppiato, nulla di quella patina che tanto sa di vecchi documenti: grazie al colore le immagini irrompono nel presente più vivide e vivaci che mai. C’è una prima sezione dedicata a fotografie ad albume o in fotocromia (in cui la colorazione avviene dopo lo scatto), mentre la seconda, che riguarda il periodo successivo al 1907, presenta fotografie scattate direttamente a colori attraverso la tecnica tricromica o autocromica.
Il nostro paese è il protagonista assoluto, con tante delle sue sfaccettature. C’è l’Italia delle regioni, l’Italia contadina, l’Italia dei monumenti, l’Italia della guerra. Ci sono volti straordinari, come quelli attoniti dei prigionieri italiani della battaglia dell’Isonzo, quelli serissimi dei pescatori di Bordighera, o quelli
già adulti dei ragazzi di strada con i piedi avvolti dagli stracci.
Testimonianze, ma non solo: la presenza del colore rende il passato più vicino
e più “presente”, a ricordarci che ciò che ci sembra tanto lontano nel tempo in
realtà tanto lontano non è.
civita 2 150x108 Roma, Palazzo Incontro, Italia a colori. 1861 1935Non ci divide poi molto, in termini cronologici -e forse non solo- dagli anni in cui le lavandaie sciacquavano i panni nei fiumi, i pastori scendevano sino in città e muli, cavalli ed asini erano comuni mezzi di trasporto.
Da vedere, questa mostra che rientra a pieno titolo -e molto più di tante altre iniziative- nel fin troppo ricco programma delle celebrazioni del 150esimo dell’Unità d’Italia. Un bel filo rosso (un rosso accesissimo!) che oltrepassa il 1935 e giunge fin qua, attraversando il paese e più di un secolo della sua storia. A raccontare di noi.


18 novembre 2011-8 gennaio 2012
Roma, Palazzo Incontro, Via dei Prefetti 22
H.10/19. Lunedì chiuso
Info:06/32810- www.fandangoincontro.it

Di Cecilia Emiliozzi (http://travelling.travelsearch.it/)


martedì 2 novembre 2010

Mostra fotografica « a cielo aperto » - Torino


Torino
29 ottobre 2010 – 10 gennaio 2011
Piazza San Carlo

La Fondazione Turino Musei, insieme alla Città di Torino e alla Regione Piemonte presentano, in prima italiana, nella seicentesca Piazza San Carlo, la mostra fotografica « a cielo aperto » di Tiziana e Gianni Baldizzone Esprit Nomade con il sostegno di Hermès e il contributo di IntesaSanPaolo Private Banking, Smat, IGPDecaux, Il Tucano Viaggi Ricerca.

80 fotografie a colori in grande formato (80 x 120 cm), illuminate di notte, ciascuna accompagnata da un testo in tre lingue (italiano, francese, inglese).

INTRODUZIONE

In un momento in cui ciascuno si pone interrogativi fondamentali sul proprio rapporto con il mondo e la natura, l’esposizione Spirito Nomade invita a riflettere sui valori che animano le popolazioni di nomadi pastori ­ dai Bororo e Tuareg del Sahara ai Mongoli e Khazakhi delle steppe asiatiche ai Nenet e Dolgan della Siberia.
Fotografati come un solo popolo, i nomadi dei deserti offrono una straordinaria risposta alle inquietudini e ai problemi del nostro tempo : l’esempio di un’esistenza fondata sull’equilibrio con gli ecosistemi e sull’armonia con la natura e gli altri esseri viventi.
La mostra affronta il tema del nomadismo pastorale mettendo in risalto uno stile di vita unico che ­ al di là delle apparenze culturali ­ si fonda su uno spirito e dei valori comuni.
Tralasciando volutamente l’aspetto etnologico e geografico, la mostra Spirito Nomade parla dell’uomo e dei suoi valori, del suo legame originario e profondo con la Terra e la Natura. E’ un viaggio alle origini, alla ricerca di una dimensione più autentica, tra uomini, i nomadi, custodi di comportamenti e di valori che ci riportano al fondamento dell’essere umano e da cui possiamo trarre ispirazione per trovare spunti di riflessione sui nostri rapporti con l’Altro e la Natura.
La mostra tocca temi “sensibili” e di attualità come la protezione dell’ambiente, la gestione sostenibile delle risorse (prima tra tutte l’acqua), la mobilità come libertà umana e come modo di spostarsi con impatto limitato sull’ambiente, la biodiversità (anche culturale), l’importanza delle relazioni umane, la trasmissione delle conoscenze tradizionali e dei valori irrinunciabili come il rispetto, la condivisione, l’aiuto reciproco, la solidarietà.
Affronta i temi del rapporto dei nomadi con la modernità e della loro integrazione nelle società contemporanee senza dover necessariamente rinunciare al diritto di continuare la vita nomade.
Frutto di un lavoro a lungo termine che da oltre venticinque anni riporta i Baldizzone nei territori nomadi questa esposizione invita:
- a prendere coscienza che i nomadi, detentori di conoscenze tradizionali che permettono loro di vivere da millenni in ambienti ostili, potrebbero rivelarsi dei preziosi alleati dell’uomo moderno nella salvaguardia e conservazione dell’ambiente naturale e
- a riflettere su uno stile di vita diverso, per apprenderne l’insegnamento e trarne uno stimolo per noi stessi.



I Libri
La mostra è accompagnata da due libri :
« Spirito Nomade, i popoli dei deserti di sabbia, d’erba, di neve », Gallucci Editore, Roma 2010, Fotografie e testi di Tiziana e Gianni Baldizzone
« Ragazzi dei deserti, Crescere in armonia con la natura », Gallucci Editore, Roma 2010, Fotografie e testi di Tiziana e Gianni Baldizzone

Informazioni pratiche:
Esposizione gratuita - Apertura 7 giorni su 7, 24h /24h
Informazioni : www.fondazionetorinomusei.it
Ufficio Stampa Fondazione Torino Musei
Tel +39 011 4429523
Email : ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it